Cos’è l’Analisi Transazionale e come la utilizzo nel mio lavoro

Fornisco alcuni cenni dell’approccio che utilizzo, poiché esso rappresenta la “mappa” con cui mi oriento per esplorare e comprendere la complessità umana, e nelle specifico i comportamenti e le emozioni dei miei pazienti.

 

L’ Analisi Transazionale (d’ora in poi A.T.)  è stata fondata da Eric Berne negli Stati Uniti negli anni ’60 e riprende la tripartizione freudiana della personalità suddividendola in tre stati dell’Io : Genitore, Adulto e Bambino

La tripartizione della personalità è il primo dei punti cardine di questo modello che si  suddivide in quattro grandi aree:

  1. gli Stati dell’Io: un “insieme coerente di pensieri, sentimenti e comportamenti che costituiscono la struttura della persona”, chiamati Genitore, Adulto e Bambino.

Siamo nello Stato dell’Io (d’ora in poi SDI) Genitore quando  mettiamo in atto comportamenti appresi dai nostri genitori, che possono essere di tipo protettivo, normativo o critico

Siamo nel Bambino quando reagiamo agli eventi con modalità che ci erano utili durante l’infanzia, ad esempio quando ci adattiamo per essere accettati è probabile che siamo nello Stato dell’Io Bambino Adattato.

Siamo nell’Adulto, quando reagiamo agli eventi rimanendo nel “qui ed ora” senza essere influenzati da comportamenti appartenenti a modelli genitoriali disadattivi, o a risposte utili nella nostra infanzia ma non nel presente.

Il lavoro che svolgo con il paziente è proprio quello di stimolare la consapevolezza di come alcuni comportamenti ed emozioni possano ricondursi a modalità apprese nel nucleo familiare o comunque giustificate e utili in quella fase di vita, come “strategie di sopravvivenza”,  ma non più nel presente.

 

  1. le Transazioni: “uno scambio tra due persone che consiste in uno stimolo ed una risposta tra specifici Stati dell’Io”.

Nelle relazioni entrano in gioco scambi comunicativi (verbali e non) che mettono in gioco gli Stati dell’Io delle persone coinvolte. Divenire consapevoli di quali di essi vengono attivati è il primo passo per migliorare le proprie capacità comunicative e comprendere cosa può danneggiare una comunicazione. Ad esempio in una coppia può accadare che uno dei due partner attivi, nel dialogo con l’altro, lo SDI Genitore Normativo Negativo, mostrandosi severo e critico verso il partner che, potrebbe rispondere da una posizione o di Bambino Ribelle arrabbiandosi e mettendo in atto comportamenti di ribellione o di Bambino Adattato non reagendo.

  1. il Copione: -“il copione è un Piano di Vita basato su una decisione presa nell’infanzia, rinforzata dai genitori, giustificata dagli eventi successivi e culminante in una scelta decisiva.” Il copione è al di fuori della consapevolezza ma influenza fortemente i comportamenti e le scelte della persona. Un esempio sono situazioni relazionali nella quali si ripetono sempre gli stessi eventi, in quel caso è probabile che la persona stia aderendo inconsapevolmente al copione “Sempre” per cui mette in atto scelte e comportamenti che la conducono sempre allo stesso finale. La terapia A.T. lavoro proprio sulla comprensione del proprio copione di vita per far si che la persona possa poi adoperare scelte diverse.
  2. i Giochi: sono modalità relazionali ripetitive inconsapevoli, caratterizzati da modalità comunicative disfunzionali, che sfociano in un’emozione negativa e rinforzano la Decisione di copione. Quando si vive ad esempio un’interazione nella quale tu e l’altro alla fine vi siete entrambi sentiti a disagio e avete detto a voi stessi una cosa del tipo: «Perché continua a succedermi questo?», «Come mai è successo di nuovo?», «Pensavo che lui/lei fosse diverso dagli altri, e invece…» siete nella fase finale di un gioco psicologico.

Lo scopo della psicoterapia è il conseguimento da parte dell’individuo dell’autonomia, che si manifesta con il recupero e l’uso della Consapevolezza, della Spontaneità e dell’Intimità.

 

Per approfondire

  1. Berne, Principi di terapia di gruppo, Astrolabio, 1986.
  2. Stewart, V. Joines, L’analisi Transazionale. Guida alla psicologia dei rapporti umani, Garzanti, 1990.